Sono nata in una famiglia di farmacisti. Già il mio trisavolo Nicola, detto "Nonno Milluccio" esercitava la professione di farmacista intorno alla fine del 1800 a Roma. A quei tempi era il farmacista che produceva direttamente in laboratorio i farmaci che il medico prescriveva. E si faceva proprio di tutto, dagli sciroppi alla pasta dentifricia, al liquore di caffè. Immagino nonno Milluccio alle prese con beute ed alambicchi, sempre pronto a distribuire consigli e medicine preparate dalle sue stesse mani. Uno dei suoi figli, Furio, decise di seguire le orme paterne ed acquistò una farmacia a Piazza Vittorio.
Nel laboratorio della sua farmacia si preparavano molti rimedi, alcuni dei quali nascevano direttamente dal desiderio di mettere in pratica le sue molteplici conoscenze. Risalgono a quegli anni due rimedi che l'attuale "Farmacia Camilli" seguita a proporre ai suoi clienti: il Balsamo gengivale e la Crema Oleozinco di Rosmarino, le cui ricette sono state tramandate di generazione in generazione, senza alterare in alcun modo la formula originale. Mentre scrivo ho davanti agli occhi il vecchio quaderno del prozio Furio: pagine ingiallite dal tempo, una scrittura precisa e ordinata, con inchiostro nero... Una meraviglia!!
Quando mio nonno Rodolfo decise di intraprendere anche lui la carriera di farmacista, andò a lavorare presso la Farmacia del prozio Furio. Lì mosse dunque i suoi primi passi ed imparò a preparare molti rimedi di laboratorio formandosi come meglio non avrebbe potuto. Nel 1965 mio nonno poté comprare una farmacia a Pomezia e, dopo pochi anni, si trasferì in questa farmacia di Torpignattara, seguendo la crescita e lo sviluppo di questo quartiere.
Si può dire che mio nonno conoscesse un po' tutti e credo che per molti sia stato qualcosa di più del semplice "farmacista di via Bufalini", forse un amico, un confidente a cui raccontare situazioni delicate di salute o semplicemente piccoli problemi quotidiani.
A questo punto devo parlare di mio padre che dal 1991 ha preso in mano la gestione della farmacia, modernizzandone alcuni aspetti per mantenerla al passo coi tempi, senza però dimenticare le antiche tradizioni e soprattutto tenendo sempre a mente che il farmacista non è solo un "venditore di scatolette", ma anche una persona al servizio di chi non sta bene. In ultimo ci sono io, che ho deciso di continuare il cammino tracciato da nonno Milluccio. Mi sono laureata nella facoltà di Farmacia presso l'Università "La Sapienza" di Roma. A volte mi domando come sarà la farmacia di domani. Forse sarà ancora più ricca di prodotti e grazie allo sviluppo tecnologico, sarà più facile comunicare, scambiarsi idee, proporre tutte le novità che offrirà la scienza medica. Per quanto mi riguarda, una cosa è assolutamente chiara: ora che ho cominciato ad esercitare la professione, non voglio essere un semplice funzionario del farmaco, perché nessuno potrà sostituire il farmacista nel suo ruolo di ascoltatore preparato e attento ai bisogni di chi sta male.
Flavia Camilli